venerdì, 11 maggio 2007

Odore di fresco e pulito in casa. Saltello allegro da un angolo all'altro, leggero, mentre il sole tramonta dietro la collina. Un attimo di pace e il vento spazza le nuvole dal cielo. La luna e le stelle fanno da cornice a questo delirio di allegria. Crepitio di parole, scoppiettare di baci e abbracci e mille sorrisi festanti. Canto la gioia di chi vede il nero il bianco e le mille sfumature. E non c'è spazio per chi crede di essere migliore.

postato da: dariollo alle ore 22:11 | Permalink | commenti (1)
categoria:
mercoledì, 31 gennaio 2007
Costanza e perseveranza, imperativi del crescere. Requisiti indispensabili per una vita lavorativa, sociale, sentimentale e sportiva eccellente. Questo è quello che ci viene chiesto: nessuno è perfetto, nessuno è bravo a fare tutto. E nonostante siamo tutti sulla stessa barca, invece di acettarci, con  i nostri limiti, gli altri vogliono da noi la perfezione. ATTENZIONE,PAVIMENTO BAGNATO,PERICOLO DI CADUTA!!!!!!!!!!!!!! Noi siamo "noi" per noi stessi, ma per gli altro, e quindi non per noi, siamo "gli altri". Penso: voglio, pretendo, esigo.... ma agli altri do se pretendono, vogliono, esigono. Ahhhh..... è sempre la leggerezza che manca. La leggerezza di accettare quello che gli altri ci offrono, la leggerezza di capire che anche se non è il massimo per noi è il massimo per loro. E poi la leggerezza di essere accettati per quello che siamo e quello che siamo capaci di fare, anche se siamo un'infinitesima parte di quello che sei tu.
postato da: dariollo alle ore 18:20 | Permalink | commenti (3)
categoria:interiora di tacchino
mercoledì, 30 agosto 2006

sembra di essere alieni nella tundra mentre il coccodrillo analizza. Oltre modo.... senza misura....

postato da: dariollo alle ore 12:21 | Permalink | commenti (4)
categoria:interiora di tacchino
lunedì, 21 agosto 2006
Alla ricerca della pace interiore vago in questo agosto piovoso e nuvoloso alla ricerca di emozioni, più o meno bagnate. Che tanto con il sole si asciugano abbastanza in fretta. Trovo briciole sparse qua e la, e difficilmente mi accorgo che esistano, tanto sono insignificanti. Non saziano, non appagano e tanto meno riempiono lo stomaco. Cammino in piano lentamente e senza affaticarmi, ma in tondo. Se sono fortunato riesco a mordermi la coda, basta accelerare un pò. Mi concentro un attimo e sento il vento, le onde oppure vedo le nuvole che le forme delle cose belle e armoniose. Ma dura sempre poco, pochissimo, niente. Un sorriso o poco più. Meno di una certezza, molto meno. Riempio le righe di cose che neanche io capisco bene, e infatti non le rileggo.
postato da: dariollo alle ore 20:54 | Permalink | commenti
categoria:le stranezze della vita
domenica, 14 maggio 2006

un pensiero quasi razionale

Stiamo organizzando una manifestazione "very cool" per il 23 e 24 giugno in occasione dell'inaugurazione dello Skatepark presso il centro sportivo Totocaimi di Cantù. Spazio Tribù e Malas presentano una due giorni di musica e skate. Venerdi 23 giugno, dalle 19, contest "salta il divano" + dj set, dalle 22 concerto dell'ottima band della sala prove "Cheesehead" che apriranno i LINEA 77. Ingresso gratuito e birra a prezzi modici.

                     FREE ENTRY

Il sabato, dalle 15, esibizione di skaters professionisti, contest best trick con primo premio un viaggio a barcellona, dj set. Fino a notte fonda si alterneranno sul palco "TigerBomb", "Suinage", "Ripetenti", "Lactis Fever", "Kokoro Maijkybo" e "Naema". Birra e salamelle chiaramente presenti.

Stiamo poi cercando di coinvolgere alcune realtà del territorio per portare un contributo alla festa.

postato da: dariollo alle ore 19:13 | Permalink | commenti (2)
categoria:
venerdì, 14 aprile 2006
Preso dalla smania di aggiornare, mi sento un peso sullo stomaco. 20 pollici di truciolare adagiati appositamente. A questo punto mi rendo conto di non aver proprio niente da dire. Crisi mistica, sospesi tra un senso di benessere, e l'angoscia di vivere. Non funziona neanche questo, devo provare con qualche sostanza psicoattiva della quale purtroppo sono per ora sfornito. Ripiego nella Fiesta, che forse contiene principi attivi. Purtroppo gli odierni macchinari non sono in grado di stabilirne efficacia e quantitativo minimo a norma di legge. Quindi potrei potenzialmente scivolare dal civile al penale. Molti i rischi, troppi... non sono in grado di reggere una situazione complicata e compromettente come questa. Mesto mi ritiro conun'ultima sensazione derivante dal fatto di aver sprecato lettere e parole che probabilmente avrebbero preferito fare la loro apparizione in un contesto più dignitoso e gratificante. Perchè ogni lettera gode di una sola vita, quando la pronunci o la scrivi, nasce e muore. Poi rinasce.
postato da: dariollo alle ore 16:54 | Permalink | commenti (1)
categoria:
sabato, 25 marzo 2006
Penso...     Oh cazzo!!! Rewind, eraserhead, OK! "Solo l'ingegno umano poteva portarmi ad una conclusione simile. Un attimo di pace per cercare cosa dire, qualcosa di opportuno ed adatto alla situazione. Non per me, che almeno con me stesso mi sento opportuno, ma per gli altri. Un non detto fa si che l'equilibrio delle conversazioni sia sempre rispettato. Non ruttare a tavola, non bestemmiare in chiesa o all'oratorio, non esibire il membro in luoghi pubblici e neanche in privato previa consultazione del tuo avvocato. Regole o convenzioni da rispettare che cancellano il mio io a favore del bene collettivo, che in fondo è anche il mio bene. Una parola di troppo, un 'espressione incomprensibile e restituisci la tessera del club. Dicono: l'importante è essere se stessi. Stanotte sogno calamari e pizzette, e domani esco vestito da un calamaro mangiando una pizzatta. Un'espressione del mio stupido io innoqua e divertente, incomprensibile ai più (e pure a me stesso) ma non per questo dannosa. Potrebbe minare la mia autostima e sicurezza, penserà qualcuno, ma solo perchè è una cosa inconsueta e sconveninte, aggiungo io. Continuo a vivere incanalato, in regole che nessuno vuole ma che vengono applicate con certosina meticolosità. Compri una macchina, un oggetto, un elettrodomestico o insomma qualsiasi cosa per semplificarti la vita, uno strumento al tuo servizio, uno schiavo inanimato. Ma più è bello e più prende il sopravvento; lo pulisci, stai attento che non si rompa, non lo usi in alcune situazioni perchè potrebbe rovinarsi;  e allora tu sei schiavo del tuo oggetto inanimato. Lui, o meglio esso,  decide cosa devi fare e come devi comportarti. Forse è un problema sentirsi liberi.
postato da: dariollo alle ore 18:33 | Permalink | commenti (3)
categoria:interiora di tacchino
domenica, 19 marzo 2006

RUMORE DI FONDO: un brusio costante che mi infastidisce. Un volatile ronzante vicino alle mie orecchie?  Ah, no.... sono i soliti pensieri. Di adesso però, magari tra un po sarà il frusciare dello sbatter d'ali di una farfalla.                   

postato da: dariollo alle ore 18:51 | Permalink | commenti (7)
categoria:le stranezze della vita
lunedì, 13 marzo 2006
Troppo  intento  nel  pensare,    mi   sono scordato di vivere. E allora ecco che nulla è più fermo, e tutto rotola più veloce di me. E anche i pensieri mi sfuggono via. Ed è propio difficile acchiapparli e fermarli in bianco e nero. Comunque, dopo la scimmia incontro una sequoia, una fottutissima sequoia con manie di grandezze e con pesanti tendenze al suicidio. Due chiacchere all'ombra delle sue foglie mi sembrano assolutamente indispensabili. E vi assicuro che nessuno si immagina quante ne ha viste una sequoia. "Pensa - dice lei- che nessuno si era mai fermato a parlare con me". Ci credo , penso io, con una testa di legno come la tua. Ma non glielo dico e ascolto con sommo interesse del passare degli anni e di come sono cambiate le stagioni. E forse a quella età i luoghi comuni sono verità dettate dall'esperienza. Ma non lo sapremo mai, continuiamo a sperare che arrivi il principe azzuro o, almeno, il cavallo dalla folta criniera. Mi accorgo che si è fatto tardi, anche se in realtà non ho nulla da fare, e sono passati solo alcuni attimi, secondi, minuti, millenni.... Mi inchino aspettando una carezza che non arriva e riprendo speranzoso la mia via, che, in fondo, non si sa mai.
postato da: dariollo alle ore 21:55 | Permalink | commenti (6)
categoria:
lunedì, 06 marzo 2006

Correre e nuotare, la terra che va, il passare dell'acqua. Ero un pesce ed ora sono un topolino. E domani sarò ancora un pesce. Sento una voce che sussura, ma non so cosa, ma non a me. Continuo a galleggiare sull'acqua, e sento la corrente, la voce che sussura ma mai a me. Parla con la pioggia e con le foglie degli alberi. Sussura anche all'erba sulla rive. Ma non a me. Forse cerco attenzioni che non mi merito ma di sicuro oggi mi manca la fantasia di vivere.

postato da: dariollo alle ore 21:09 | Permalink | commenti (7)
categoria: